Allora, come insegna la geometria analitica, avremo
3
i
= x ' : ^ -
¿—mmik ¿—v <
COS — Zi a% k X^ [P* •
Sostituendo in luogo di (x A ‘, o di X‘, o di entrambi, le loro espres
sioni per mezzo dei momenti, si hanno per cos .5- le espressioni equi
valenti
2
i v k Òffii ^X k
ò y y
àXi àx k
[8]
Zi X' Pi,
[8'J
1
2
Zi X, P l ,
1
[8"]
2
z ik a ik X< p, c .
[8 /,# ]
L’ultima di queste formule ci offre il modo di far notare che la
notazione a lk è conforme non solo alla convenzione relativa al modo di
indicare gli elementi reciproci, ma altresì alla consuetudine di porre
in alto gli indici di contravarianza. Poniamo infatti
ili = X} ds , v k = p k 8s (?', Jc = 1,2) ,
e osserviamo che le u, v sono variabili indipendenti (non legate fra
loro come le X e le ¡¿); d’altra parte la [8"'] si può scrivere
= H ih a ik Ui v k ,
e dall’essere invariante il primo membro, e il secondo costituito da
una forma bilineare in variabili covarianti arbitrarie, si riconosce la
contravarianza delle a' k .