CAPO.1
L'EVOLUZIONE DELL’ARCHITETTURA MILITARE
ANTICA” NELLA PENISOLA IBERICA (1000-1500):
CARDONA-AVILA - EGIDIO COLONNA
"\V OME nelle altre terre d’ Europa ove giunsero le aquile di
( Roma, anche nella Penisola Iberica, le opere architettoniche
— * militari sentirono potentemente l’influenza degli insegna-
menti che i Romani vi largirono attraverso le grandiose costru-
zioni difensive da essi erette in quella regione nei secoli della loro
dominazione (218 a. €. 406 d. C.). I Romani per difendersi, special-
mente contro i popoli africani, che tentavano di continuo invadere
quel tetritorio, costruirono opere di fortificazione caratterizzate da
grandiose mura tutrtite, delle quali restano imponenti ruderi. In
alcuni casi essi utilizzarono le mura preesistenti, completandole e
modificandole, come a ‘Tarragona; in altri casi, dopo stabiliti i loro
campi provvisori secondo il classico tipo rettangolare, li trasfor-
marono in permanenti, come a Lugo, Avila, Almacen (Valencia);
altrove invece eressero robuste cinte, delle quali restano grandiose
potte e torri a pianta poligonale proprie dell’arte romana, come a
Toledo e a Valencia; infine in altri siti, si limitarono a coronare
alture con fottilizi, dei quali rimangono quasi interi i maestosi
torrioni centrali, come a Castel di Ferro (Granata), ad Antequera
(Malaga), a Gijon (Asturie), ad Almansa (Mutcia) e a Jaitiva (l’an-
tica Sétabis) in Valencia. Il forte preromano che coronava il colle
dominante quest’ultima cittadina ['Tav. I-1] fu la prima conquista
romana operata nella penisola da Publio Scipione, che ne completò
le difese, alle quali poi si aggiunsero, nel Medioevo, nuove opere che
costituirono l’odierno “ castello minore ,, , orrendo carcere politico