454 DELL’ISTORIA DI VERONA
ze mura; anzi fin neldecimoquinto, fi tro»
vano le fudette parti chiamate talvolta fob-
borghi, e confiderate come fuor di Città; da
che appar chiaramente, come continuò fem-
pre nel popolo Veronefe l’ antico ufo di chia-
mare fuor di Città, quanto rimanea fuor del
primo, epiù vecchio recinto. Ravvifafi tal
verità perfettamente nell’operetta inedita
di Francefco Corna, che intorno al 1450
lavorò una defcrizion di Verona in ottava
rima. Dic’egli quivi, che la Città era Da
le tre parti d’ acqua circondata; onde non
avea per Città il rimanente, ma per ap-
pendici. Afferma, che vierano oltre a cen-
to Chiefe, so nel corpo della Terra, e 50
ne’ Borghi. Dice, che intorno al Borgo ver-
fo Occidente volgeanle mura circa due mi
glia. Chiama Borgo primo quanto è oltra 1
Adige, dicendo però chela porta del Vef-
covo Si è del Borgo principale entrata, eno-
minando fra le Chiefe di effo S. Nazario,
Santa Maria in organo, Santo Stefano, e
S. Giorgio: appunto com’ effere in fobbor-
go S. Vitale, avea fcritto Raterio nel Ser-
imon di S. Metrone. Così chiamiamo anco-
ra Porta quella di Gallieno, e S. Michele
ad portas fi dice ancora negli atti, benchè
dopo i tre pofteriori recinti non abbia più
fervito di porta. Ecco però manifeftamen-
te la ragione del trovarfi detti ancora fuor
di