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Lisro SETTIMO. 287
la fuai foldati Pretoriani fece follevar Ro-
ma contra Severo, e fi fece gridare Augu-
fto. Venne Severo da Milano per combat-
terlo, ma reftò abbandonato , e per fine
uccifo: venne anche Galerio in Italia con
penfiero di prender Roma, ma quando la
vide, nè purrebbe animo d’affediarla . Di-
chiarò poi Augufto Licinio in luogo di Se-
vero; con che fei furon nel medefimo tent-
po gl’ Imperadori: Maffenzio, Maflimiano,
che con pretefto d’affiftere al figliuolo era
tornato in fede, e ben tofto con eflofi rup-
pe, Galerio con Maflimino, e Licinio, e
Coftantino; e farebbero ftati fette, fe Dio-
cleziano avefle confentito di ripigliar la por-
pora, come Maffimiano 1’ efortava eftica-
cemente. Maffenzio oltre all’ Italia sinfi-
gnorì dell’ Africa; ma nell’ anno di Crifto
312 venne Coftantino con poderofo eferci-
to contra di lui, da due motivi indotto: 1’
uno, che entrato quefti in penfiero di rima-
ner folo, meditava di muovergli guerra; l’
altro, che gli doleva di fentir lacerata
da i crudeli, e perverfi coftumi fuoi 1° Ita-
lia, e Roma; di cui fe crediamo a Zona-
ra, ed a Cedreno, ebbe ancora una lega-
zione, che a ciò lo follecitava. Entrò in
Sufa a forza d'armi, ruppe preffo Torino
un corpo di Cavalleria coperta di ferro non
folamente gli uomini, ma ancora i caval.
li,